Copertina Libro: Titolo

Attaccamenti traumatici
I Modelli Operativi Interni Dissociati

Cesare Albasi, UTET, Torino, 2006.

Recensione di Cristiano Barbieri

L’Autore di questa monografia, partendo dalle più recenti conoscenze dell'lnfant Research, della teoria dell'attaccamento e di quei modelli psicanalitici c.d. relazionali, prende in considerazione gli effetti a breve e lungo termine prodotti da esperienze traumatiche e sviluppa il concetto di Modelli Operativi Interni Dissociati (MOID).
Infatti, se le relazioni di attaccamento non vengono semplicemente ricordate dal bambino, ma gli consentono di organizzare i suoi ricordi e i contenuti della sua esperienza, i Modelli Operativi Interni (MOI) permettono alla sua mente di strutturare precise modalità di funzionamento durante lo sviluppo, nel rapporto e nel contatto con le altre persone.
Nei c.d. attaccamenti traumatici, il processo di riconoscimento della soggettività specifica del bambino fallisce e si formano i c.d. MOID, che contengono esperienze di assenza di significato e di vuoto interiore. La memoria dei fallimenti sta alla base di quei processi mentali che vengono qualificati come "dissociati".

In altri termini, crescere in un contesto che disconosce le necessità e la specificità della persona, porta alla costruzione di modelli operativi disfunzionali, che rappresentano una sorta di “segno”, cioè di “traccia mestica”, lasciata dal trauma, specialmente a livello di regolazione emotivo-affettiva.
I MOID, infatti, sottendono la costruzione di future relazioni di attaccamento nelle quali, in modo paradossale, si cerca di essere riconosciuti per quello che si è e, al contempo, per quello che si potrebbe, o si sarebbe potuti, diventare, con tutte le possibili alterazioni che la “dissociazione” così prodottasi provoca sul comportamento individuale e sulla relazione interpersonale.
In ambito criminologico, può essere molto importante far riferimento a siffatto modello interpretativo, non solo per individuare quei processi che stanno alla base della formazione e dell’espressività di un disturbo clinico, ma soprattutto per cogliere il significato di comportamenti che incidono anche a livello sociale e normativo.
Questo libro, perciò, offre al criminologo un valido strumento di riferimento per chiarire la natura di quei processi evolutivi che emergono in tutti quei casi in cui egli, prima di “valutare” un presunto trauma psichico, deve prima necessariamente “capire” in che cosa quest’ultimo possa consistere.

Cristiano Barbieri

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