Segnalazioni Bibliografiche

Il delitto non sa scrivere. La perizia psichiatrica tra realtà e fiction

A. Alfredo Verde, Francesca Angelini, Silvia Boverini, Margherita Majorana, DeriveApprodi, Roma, 2006.

Recensione di Cristiano Barbieri

Il testo di Alfredo Verde e dei suoi collaboratori è certamente una fra le opere più interessanti e più innovative della moderna letteratura criminologica. Non è quindi azzardato pensare che, dal momento della sua comparsa, questo libro sia destinato a produrre importanti mutamenti nel modo di stendere le perizie psichiatriche.
Gli Autori, infatti, hanno esaminato diverse perizie psichiatriche alla luce dell’analisi del testo narrativo secondo l’approccio teorizzato da Roland Barthes, per il quale è fondamentale “non tanto ciò che si comunica in sé, ma il modo in cui il testo passa dallo scrittore al lettore”.

La coppia coniugale: attualità e prospettive in medicina canonistica

Cristiano Barbieri (a cura di), Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano, 2007.

“Un manuale di medicina canonistica concernente il matrimonio come questo, curato da Cristiano Barbieri, va oltre l'interesse degli addetti ai lavori dei tribunali ecclesiastici cui primariamente si rivolge. In un'epoca come la presente, in cui il matrimonio e la famiglia, che da esso scaturisce, sono oggetto di formidabili attacchi sia sul piano teorico dei significati sia su quello pratico dell'esperienza, un discorso come quello che la presente opera sviluppa non può non interessare anche il più ampio dibattito antropologico e culturale”.

Psicopatologia forense e matrimonio canonico

Cristiano Barbieri, Alessandra Luzzago, Luciano Musselli, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano, 2005.

“Il volume, scritto a più mani, in stretta collaborazione ed integrazione tra psichiatri e canonisti, con il punto di partenza entro l'orizzonte di una comune antropologia, ha una struttura solida ed organica e, mentre da un lato stimola, facilita e predispone l'auspicato «dialogo e una costruttiva comunicazione tra il giudice e lo psichiatra o psicologo» (Giovanni Paolo Il), dall' altro renderà più agevole agli operatori di giustizia nei tribunali ecclesiastici evitare la confusione e il fraintendimento che scaturiscono da visioni antropologiche inconciliabili con la dottrina cattolica, alla base di numerose moderne correnti nel campo delle scienze psicologiche. Nessun dubbio, pertanto, sull'utilità della pubblicazione, del cui rigore scientifico sono garanzia, oltre la completezza della trattazione di ogni argomento, 1'ampio corredo delle note a piè di pagina e la vasta Bibliografia generale. Questa pubblicazione è resa inoltre non solo opportuna, ma addirittura sollecitata dal notevolmente crescente numero, negli ultimi decenni, di cause di nullità di matrimonio per incapacità psichiche, deferite ai tribunali della Chiesa”.

Copertina Libro: Corpo esistenze mondi

Corpo esistenze mondi
Per una psicopatologia antropologica

Bruno Callieri, Edizioni Universitarie Romane, Roma, 2007.

Recensione di Cristiano Barbieri

L’Autore è certamente uno dei Maestri della Psicopatologia italiana, nella sua coniugazione non solo clinica (in proposito, si richiama il seguente contributo: Callieri B., Maldonato M., Di Petta G., Lineamenti di psicopatologia fenomenologica, Alfredo Guida Editore, Napoli, 1999; testo nel quale viene ripresa e ripubblicata la precedente opera Callieri B., Castellani A., De Vincentiis G., Lineamenti di una psicopatologia fenomenologica, Il Pensiero Scientifico Editore, Roma, 1972), ma anche forense (sia qui sufficiente rammentare: De Vincentis G., Callieri B., Castellani A., Trattato di Psicopatologia e Psichiatria Forense, Il Pensiero Scientifico Editore, Roma, 1972).
In questo libro, egli racconta l'incontro antropologico che lo psicopatologo fa con chi vive le diverse esperienze psico(pato)logiche; e, in questa narrazione, egli chiama in causa quelle categorie che fondano l’esistenza stessa, sana o alienata che sia: il corpo, lo spazio, il tempo, il rapporto con l’altro.

Copertina Libro: Titolo

Attaccamenti traumatici
I Modelli Operativi Interni Dissociati

Cesare Albasi, UTET, Torino, 2006.

Recensione di Cristiano Barbieri

L’Autore di questa monografia, partendo dalle più recenti conoscenze dell'lnfant Research, della teoria dell'attaccamento e di quei modelli psicanalitici c.d. relazionali, prende in considerazione gli effetti a breve e lungo termine prodotti da esperienze traumatiche e sviluppa il concetto di Modelli Operativi Interni Dissociati (MOID).
Infatti, se le relazioni di attaccamento non vengono semplicemente ricordate dal bambino, ma gli consentono di organizzare i suoi ricordi e i contenuti della sua esperienza, i Modelli Operativi Interni (MOI) permettono alla sua mente di strutturare precise modalità di funzionamento durante lo sviluppo, nel rapporto e nel contatto con le altre persone.
Nei c.d. attaccamenti traumatici, il processo di riconoscimento della soggettività specifica del bambino fallisce e si formano i c.d. MOID, che contengono esperienze di assenza di significato e di vuoto interiore. La memoria dei fallimenti sta alla base di quei processi mentali che vengono qualificati come "dissociati".

Copertina Libro: L'eredità di Caino

L'eredità di Caino
Guardare dentro la violenza

Amato Luciano Fargnoli (a cura di), Edizioni Kappa, Roma, 2006.

Recensione di Cristiano Barbieri

Il testo curato da questo A. si rivela ampio ed articolato.
Infatti, i contributi dei 18 AA. che hanno partecipato all’opera spaziano nei diversi settori della Criminologia: dalle “Genesi e forme della violenza” (Parte I), alle “Modalità espressive della violenza” (Parte II), per affrontare poi i problemi che si pongono “Tra controllo e prevenzione” (Parte III). Originali, ma al contempo utili, si rivelano poi le “Conversazioni sulla violenza” (Parte IV). Le tematiche affrontate vanno da quelle prettamente cliniche (“Ira, aggressività e violenza: aspetti bio-psico-fìsiologici”, di Emanuela Tizzani; “Ira, vendicatività e vendetta: il ciclo della violenza”, di Amato Fargnoli; “La violenza a danno di minori”, di Dania Manti; “Il figlicidio”, di Saverio Parise), a quelle psico-sociali (“Dalla violenza privata alla violenza collettiva”, di Sonio Moretti; “Riflessioni socio-criminologiche su mass-media e violenza”, di Gemma Marotta; “Le sottoculture violente nei gruppi adolescenziali”, di Gilda Scardaccione; “Movimenti sociali e sub-culture: il Black-blok”, di Chiara Di Fede; “Espressioni di molestia e di violenza nei luoghi di lavoro: il mobbing”, di Isabella Corradini).

Copertina Libro: Follia e Psichiatria: crisi di una relazione

Follia e Psichiatria: crisi di una relazione

Alberto Giannelli, Franco Angeli, Milano, 2007.

Recensione di Isabella Merzagora Betsos

Criminologi e, com’è ovvio, psicopatologi forensi hanno e hanno sempre avuto a che fare con la malattia mentale, sicché un libro che tratti di questo tema non può fare che bene. I motivi per leggere questo libro in particolare sono poi anche altri: non è propriamente un manuale, non ne ha l’ambizione né la mole, finisce però per essere un compendio dei temi e soprattutto dei problemi che agitano questa “disciplina indisciplinata” –come la definisce l’Autore che, non a caso, se ne occupa ad alti livelli scientifici da decenni. Scegliendo, con l’ovvia arbitrarietà degli interessi del recensore, vorrei segnalare il tema della “caduta delle mura” manicomiali, per il quale Giannelli cerca di rispondere alla domanda del perché siano cadute così tardi rispetto all’inizio dell’era psicofarmacoterapeutica; quello della riflessione etica, con la pubblicazione della “Carta di Milano” sui diritti del malato (e non solo); quello dei problemi medico legali della psichiatria; quello delle indicazioni che lo psichiatra deve seguire quando si trova di fronte ad un paziente minaccioso; quello del duplice risvolto semantico del termine “custodire”, che significa all’un tempo controllare e proteggere; quello delle nuove forme del disagio psicosociale (stalking, mobbing, gioco d’azzardo patologico).

Copertina Libro: Titolo

L'occhio che uccide
Criminologi al cinema

Paolo Cattorini, Franco Angeli, Milano, 2006.

Recensione di Isabella Merzagora Betsos

Dato che, personalmente, vado al cinema una o due volte l’anno, e alla televisione guardo per lo più documentari sulle Gazzelle di Thompson, non so immaginare che godimento dev’essere questo libro per i cinefili. Ma anche per gli altri: non dovete lasciarvi ingannare da titolo e sottotitolo, perché il libro di Cattorini è ben di più che un libro sul cinema; è un libro che parla del male, della colpa, della libertà umana, del giudizio morale, anche se di questi temi tratta ripercorrendo i modi in cui essi vengono narrati nei film. Il riferimento è quindi anche alle componenti narrative della criminologia, alle fonti e ai materiali narrativi di cui essa si avvale (verbali, perizie, sentenze), e al lavoro del criminologo come “attento lettore di racconti altrui” perché “senza competenza narrativa, nessuna criminologia”.